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La procreazione medicalmente assistita (PMA)

Per Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) s'intendono tutti quei trattamenti per la fertilità nei quali i gameti, sia femminili (ovociti) che maschili (spermatozoi), vengono trattati per determinare il processo riproduttivo.

La riproduzione assistita è possibile mediante una gamma di opzioni terapeutiche, a diverso grado di invasività, e prevede un vero e proprio percorso della coppia che ha diverse probabilità di successo e del quale è indispensabile conoscere i rischi, per l'uomo, per la donna e per il feto.
  • Consigli per affrontare la fecondazione assistita del Prof. Mauro Schimberni, intervistato per il ProgettoIside
  • I tempi necessari per la fecondazione assistita secondo il Prof. Mauro Schimberni, intervistato per il ProgettoIside
  • Per la gravidanza attenti alle infezioni: intervista al Prof. Mauro Schimberni (Ippocrate, Rai News 24)
  • Se non hai ancora avuto successo con la fecondazione: i consigli del Prof. Mauro Schimberni, intervistato per il ProgettoIside

Il percorso della coppia

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Per accedere ai servizi dello studio BioRoma è sufficiente richiedere un appuntamento contattando di persona, o per via telefonica, la nostra segreteria.
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Colloquio conoscitivo
Il primo incontro con l'equipe medica avverrà, entro il minor tempo possibile, presso la Clinica Valle Giulia e, fin da questo colloquio conoscitivo, sarà di fondamentale importanza che la coppia porti con sé tutta la documentazione utile per certificare la storia clinica della coppia e rendere possibile un'accurata e attenta anamnesi da parte degli specialisti.
La nostra equipe medica
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Esami di approfondimento
Una volta analizzata la storia clinica della coppia seguirà la visita ginecologica e, sulla base dei riscontri anamnestici e clinici, verranno prescritti gli approfondimenti ematochimici e/o strumentali necessari per completare l'iter diagnostico della coppia.
Gli esami diagnostici dello studio BioRoma
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Decisione del percorso terapeutico adeguato
Quando la coppia avrà effettuato gli approfondimenti stabiliti al momento della prima visita, verrà accordato un secondo appuntamento per visionare i risultati degli esami richiesti e, nella stessa sede, verranno discussi e stabiliti i percorsi terapeutici più adeguati per la coppia.
I nostri trattamenti propedeutici Le nostre tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita
L'obiettivo dello studio medico associato BioRoma è garantire un'assistenza medica altamente qualificata tenendo sempre in considerazione l'aspetto medico, la dignità, l'individualità e l'aspetto psicologico delle coppie.

Probabilità di successo

Fornire in modo chiaro e inequivocabilmente scientifico, i dati circa le probabilità di successo (e, conseguentemente, circa la percentuale di insuccesso) della Procreazione Medicalmente Assistita non è semplice perché il risultato finale dei trattamenti eseguiti con la PMA dipende sempre da molti fattori (come l'età della donna e lo stato di salute che caratterizza lo sperma dell'uomo) e da una gran quantità di variabili collaterali.

Volendo tracciare una stima generale, le probabilità medie di successo delle Procreazione Medicalmente Assistita sono del 30-40%: questa percentuale, tende a crescere nel caso di trattamenti praticati a donne al di sotto dei 38 anni d'età.
I risultati dello studio BioRoma
I fattori di successo nella procreazione medicalmente assistita secondo il Prof. Mauro Schimberni, intervistato per il ProgettoIside

Rischi terapeutici

La decisione di sottoporsi alle terapie della Fecondazione Assistita deve avvenire nella piena consapevolezza dei rischi che questo percorso può comportare sia per la donna che per il feto. I rischi possono essere previsti e limitati grazie al costante e periodico monitoraggio della paziente.
Rischi per la donna
Durante il percorso di fecondazione
La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) è la principale complicazione alla quale la paziente può andare incontro ed è caratterizzata da rapido incremento volumetrico delle ovaie, emoconcentrazione ed accumulo di liquidi nella cavità addominale. L'OHSS può essere di diverse entità: in caso di iperstimolazione ovarica lieve o moderata, che non prevede la necessità di un ricovero ospedaliero e si presenta nel 4% dei cicli stimolati, i sintomi sono distensione addominale, nausea e ingrossamento delle ovaie mentre quando la sindrome si presenta in forma più grave (cosa che accade nello 0,4% dei casi durante cicli stimolati), i sintomi sono dolori addominali, ascite, concentrazione di elettroliti nel sangue e ipercoagulabilità ematica, oliguria e dispnea. È comunque possibile prevenire tale complicanza dapprima identificando i fattori di rischio e, in un secondo momento, utilizzando un protocollo specifico che riduce il rischio fino ad annullarlo.

Per quanto riguarda invece i rischi operatori, questi sono molto contenuti e legati principalmente al prelievo per via transvaginale di ovociti. In un caso su 2500 possono verificarsi infezioni pelviche e sanguinamento addominale, mentre non esistono rischi anestesiologici legati alle terapie di fecondazione assistita.



Durante la gravidanza PMA
Una volta raggiunta la gravidanza il rischio più alto è quello di aborto spontaneo, la cui incidenza risulta superiore in caso di gravidanze ottenute con fecondazione assistita presentandosi nel 15% dei casi. Oltre a questo, poi, esiste il rischio che gli embrioni s'impiantino fuori dall'utero (gravidanza ectopiche) o che due (o più) embrioni s'impiantino contemporaneamente.
Rischi per il nascituro
Per quanto riguarda, invece, il feto, i rischi maggiori sono legati al verificarsi di gravidanze plurigemellari che sono più frequenti dopo un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita. Se, infatti, il trasferimento di due o più embrioni nell'utero assicura maggiori possibilità di arrivare alla gravidanza, allo stesso tempo aumentano i rischi di gravidanze multiple che hanno alta possibilità di parti prematuri e comportano conseguenze per il neonato e per la madre stessa al momento del parto.
Tuttavia, grazie alla vitrificazione e alla sua alta efficienza nella conservazione dei gameti e degli embrioni (la sopravvivenza di questi ultimi alla metodica è circa il 98%), se un tempo si trasferivano più embrioni alla volta, coscienti che una conservazione di quelli soprannumerari avrebbe comportato una loro decurtazione, oggi la certezza della loro sopravvivenza ci ha condotto verso il transfer del singolo embrione con la conseguente drammatica diminuzione delle gravidanze gemellari o multiple.

Il rischio di malformazione nei nati da fecondazione assistita (5,6%) risulta lievemente più alto rispetto ai bambini concepiti naturalmente (4,6%).

Non vi sono, invece, differenze tra concepiti spontaneamente o a seguito di PMA per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo e psicomotorio.
Rischi per l'uomo
I rischi dell'intervento TESE/TESA sono scarsi. Tra i possibili problemi vi sono dolore e gonfiore testicolare post operatorio.

I trattamenti propedeutici

Una volta chiarite le cause dell'infertilità, la coppia inizia un percorso di trattamenti mirati sulle esigenze specifiche: in generale si tratta di tecniche mediche e di laboratorio strutturate per aiutare i gameti femminili e maschili ad iniziare il percorso di fecondazione, che dovrà poi avvenire nel corpo della donna tramite la fusione dei due durante la procreazione assistita.
  • Stimolazione Ovarica
    La stimolazione ovarica è un trattamento riservato alle pazienti che presentano anormalità durante l'ovulazione, a loro vengono somministrate sostanze medicinali dette gonadotropine (ormone follicolo-stimolante FSH / ormone luteinizzante LH) che inducono le ovaie a produrre un numero maggiore di ovuli maturi, pronti per essere fecondati.
    Il trattamento richiede l'utilizzazione di farmaci mirati a ottenere una crescita follicolare multipla e aumenta le probabilità di concepimento durante ciascun ciclo.
  • Diagnosi Genetica Pre-Impianto
    La diagnosi genetica pre-impianto è prevista dalla legge italiana all'articolo 14, punto 5, della Legge 40 del 2004. In base a questa normativa le coppie che si sottopongono ad un ciclo di fecondazione in vitro possono richiedere di essere informate sullo stato di salute degli embrioni prodotti analizzandoli, in funzione di parametri morfologici, di crescita ed in funzione del loro corredo genetico, dopo un ciclo di IVF e prima che vengano trasferiti nell'utero. Il fine ultimo della diagnosi genetica pre-impianto è l'ottenimento di una gravidanza e di un figlio sano.
  • Crioconservazione dei gameti e degli embrioni
    La crioconservazione degli ovociti, così come quella degli spermatozoi e degli embrioni, era una metodica inizialmente rivolta alla preservazione della capacità riproduttiva sia nelle donne affette da patologie oncologiche che dovevano sottoporsi a interventi chirurgici o a trattamenti antitumorali (chemioterapia e radioterapia), sia in quelle con patologie a carico dell'ovaio (cisti ovariche ricorrenti, malattie autoimmuni) che vedevano compromessa la loro riserva ovarica con conseguente menopausa precoce (POF, Premature Ovarian Failure).
    Le metodiche di crioconservazione si sono evolute nel tempo e le strategie per migliorare i risultati vengono continuamente aggiornate. Un tempo la tecnica tradizionale era il cosiddetto "CONGELAMENTO LENTO", che prevedeva che gli ovociti, dopo opportuna preparazione, venissero posti in soluzioni chimiche preparatorie, trasferiti in un congelatore biologico, dove venivano gradualmente portati ad una temperatura di -150°, e immersi successivamente in azoto liquido. Lo scongelamento, invece, avveniva molto rapidamente.

    La vitrificazione
    Se la crioconservazione tradizionale per gli spermatozoi aveva dato buoni risultati, i suoi effetti sono stati più modesti quando si è passati al congelamento degli embrioni e ancor più degli ovociti. Per tale motivo, è stato concepito un metodo alternativo che consentisse un processo di congelamento molto più rapido, detto "VITRIFICAZIONE", il cui nome deriva dall'aspetto trasparente e simile al vetro che assume il materiale biologico sottoposto a tale procedura.
    Con tale metodica, invece di procedere gradualmente con le fasi del congelamento, si porta rapidamente la cellula uovo, opportunamente disidratata e reintegrata nel suo contenuto fluido con crioprotettori liquidi in grado di evitare la formazione di cristalli, alla temperatura di -196°C tramite l'immersione diretta nell'Azoto liquido. In questo modo la cellula si vitrifica, ossia si solidifica rapidamente, acquistando un aspetto vitreo e privo di ghiaccio.
    I risultati con tale metodica sono apparsi da subito incoraggianti sia sotto il profilo dell'integrità biologica della cellula dopo lo scongelamento sia in termini di gravidanze che risultano del tutto paragonabili a quelle ottenute nei cicli a fresco, in cui gli ovociti prelevati vengono immediatamente fertilizzati. In entrambi i casi la metodica di fecondazione degli ovociti scongelati è la ICSI indipendentemente dalla qualità del liquido seminale. La vitrificazione, con la sua alta efficienza nella conservazione dei gameti e degli embrioni (la sopravvivenza di questi ultimi alla metodica è circa il 98%), ha portato una rivoluzione nei protocolli terapeutici della Riproduzione Assistita. Se un tempo si trasferivano più embrioni alla volta, coscienti che una conservazione di quelli soprannumerari avrebbe comportato una loro decurtazione, oggi la certezza della loro sopravvivenza ci ha condotto verso il transfer del singolo embrione con la conseguente drammatica diminuzione delle gravidanze gemellari o multiple.

    Il social freezing
    Inoltre la grande efficienza nella conservazione degli ovociti ha fatto nascere il concetto di "CONSERVAZIONE DELLA FERTILITÀ" o "SOCIAL FREEZING".
    Con tali termini si indicano il congelamento sociale degli ovociti rivolto alle donne che decidono di rimandare, talvolta oltre i 40 anni, il momento di diventare mamme, non sempre per volontà, ma spesso per necessità, dal momento che i ritmi lavorativi e la tutela sociale delle donne influenzano in maniera determinante una possibile maternità. Il problema reale è che il 50% delle donne non sa qual è l'età della riproduzione e rimane stupefatta dalla notizia di essere "fuori tempo massimo" ovvero ormai in ritardo rispetto all'orologio biologico. La popolazione generale, infatti, crede che sia possibile ottenere una gravidanza fino a quando si è in presenza di un ciclo mestruale regolare. La realtà è differente: la capacità riproduttiva si esaurisce alcuni anni prima della menopausa. La riserva ovarica, ossia il numero di ovociti residui, va incontro dalla nascita in poi ad un progressivo ed inesorabile declino con conseguente possibilità di gravidanza, nelle ultime fasi, molto bassa.
    È qui che la Scienza viene incontro alle donne, permettendo loro di congelare a trent'anni, o anche prima, i propri ovociti per consentire loro, quando sarà il momento più opportuno, di utilizzarli senza necessità di ricorrere alla fecondazione eterologa ovvero alla donazione degli ovociti anonima effettuata da donatrici con un'età compresa tra i 25 e 35 anni.

    I gameti maschili
    Per quanto concerne i gameti maschili , coloro i quali possono giovare della crioconservazione degli spermatozoi sono:
    - i pazienti che devono sottoporsi a cure radio-chemioterapiche che possono compromettere irreversibilmente la produzione di spermatozoi vitali

Le tecniche di PMA
(I, II e III livello)

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita comprendono tutti quei procedimenti volti al trattamento degli ovociti, degli spermatozoi e degli embrioni umani con l'unico scopo comune di realizzare il progetto della gravidanza.

Tra le tecniche di PMA di I livello rientrano quelle tecniche che prevedono l'incontro dei gameti dei due partner nel corpo della donna. Il II e il III livello, invece, prevedono che la fecondazione avvenga in laboratorio con successivo trasferimento dell'embrione.
Le tecniche di II livello, inoltre, prevedono la sola sedazione della paziente, mentre nelle tecniche di III livello è previsto il ricorso all'anestesia generale.
Le tecniche utilizzate per la procreazione assistita spiegate dal Prof. Mauro Schimberni, intervistato per il ProgettoIside
I livello
Rapporti sessuali mirati (RM)
In breve:
- non richiede alcun tipo di intervento.

È indicata se:
LEI
- è al di sotto dei 35 anni ed ha ancora una buona riserva ovarica;
- non presenta occlusioni tubariche;
- ha un ciclo mestruale irregolare;
- l'ovulazione spontanea non è frequente;
LUI
- ha i parametri del liquido seminale nella norma;
LORO
- hanno rapporti sessuali sporadici.
Grazie all'aiuto farmacologico e ad esami ecografici è possibile individuare la data dell'ovulazione (il picco di fertilità femminile) così da mirare i rapporti sessuali finalizzati al concepimento naturale.
Inseminazione Intrauterina (IUI)
In breve:
- dura pochi minuti e la paziente può riprendere subito la sua vita regolare;
- è indolore;
- si svolge in regime ambulatoriale protetto.

È indicata se:
LEI
- è al di sotto dei 35 anni ed ha ancora una buona riserva ovarica;
- non presenta occlusioni tubariche;
- ha un ciclo mestruale irregolare;
- ha disturbi ovulatori;
- presenta endometriosi (di grado lieve-moderato);
LUI
- presenta un'alterazione dei parametri del liquido seminale (di grado lieve-moderato);
- presenta un disturbo dell'eiaculazione;
LORO
- hanno rapporti sessuali normali o sporadici;
- in caso di sterilità idiopatica;
- in caso di fallimento di precedenti tentativi di cicli di induzione della crescita follicolare con rapporti mirati e alla presenza di anticorpi antispermatozoo;
- in caso in cui uno dei partner sia affetto da HIV/HCV.
Molto semplice, indolore, poco invasiva ed eseguita in regime ambulatoriale, si pone l'obiettivo di facilitare l'incontro tra i gameti, maschile e femminile, aggirando gli ambienti vaginale e cervicale.
Approfondite l'argomento
Le tecniche di I livello prevedono l'Inseminazione Intrauterina (IUI) che, molto semplice, indolore, poco invasiva ed eseguita in regime ambulatoriale, si pone l'obiettivo di facilitare l'incontro tra i gameti, maschile e femminile, aggirando gli ambienti vaginale e cervicale. L'Inseminazione Intrauterina consiste nella deposizione all'interno della cavità uterina, per via transvaginale, di spermatozoi adeguatamente trattati in concomitanza: per permettere l'incontro dei gameti nell'ambiente tubarico, la pervietà uterina e l'assenza di gravi oligoastenospermie, rappresentano un pre-requisito fondamentale. L'IUI può essere effettuata sia su ciclo ovulatorio spontaneo, mediante un meticoloso monitoraggio ecografia della crescita follicolare, sia su induzione farmacologica della crescita follicolare. Il tasso di gravidanza con questa tecnica è descritto in letteratura intorno al 12% per ogni ciclo effettuato.
II e III livello
Fertilizzazione in Vitro con Embryo-Transfer (FIVET)
In breve:
- in alcuni giorni l'attività lavorativa della paziente dovrà essere ridotta;
- in giorni specifici saranno necessari ricoveri di mezza giornata per la paziente;
- a casa, la paziente dovrà seguire con attenzione una cura farmacologica.

È indicata se:
LEI
- ha più di 35 anni;
- ha una riserva ovarica bassa;
- ha subito interventi alle ovaie;
- presenta endometriosi al I-II stadio (dopo il fallimento delle tecniche di I livello) o al III-IV stadio;
- presenta occlusioni tubariche;
- ha un ciclo mestruale irregolare;
- ha subito pregressa chirurgia per gravidanza extrauterina;
- presenta infertilità idiopatica;
- presenta disturbi ovulatori;
- presenta malattia infiammatoria pelvica.
LUI
- presenta sterilità di grado lieve/moderato (dopo il fallimento delle tecniche di I livello);
LORO
- non hanno ottenuto risultati con le tecniche di I livello;
- sono ricorsi a una diagnosi genetica pre-impianto.
È una tecnica che si compone di più fasi, ognuna delle quali risulta essere di estrema importanza al fine di una buona riuscita del trattamento.
Approfondite l'argomento
La prima fase è quella della stimolazione ovarica, un trattamento che richiede l'utilizzazione di farmaci mirati a ottenere una crescita follicolare multipla. La scelta del protocollo più adeguato dipende dalle caratteristiche della riserva ovarica, dell'età e della storia clinica della paziente. Per quelle pazienti con una riduzione della riserva ovarica o sottoposte a ripetuti cicli FIVET con scarsi risultati, vi è la possibilità della fecondazione assistita su ciclo spontaneo, in cui il monitoraggio avviene seguendo la crescita dell'unico follicolo prodotto spontaneamente dalla paziente. La seconda fase del trattamento di Fertilizzazione In Vitro con Embryo-Transfer è quella del Pick-Up ovocitario (un prelievo ovocitario che consiste nell'aspirazione dei follicoli con diametro superiore a 16mm) mentre la terza fase del trattamento, contemporanea alla seconda, è quella della "Raccolta e preparazione del liquido seminale". Durante la quarta fase gli ovociti vengono classificati e quindi inseminati mediante la tecnica FIVET mettendo, cioè, in contatto gli spermatozoi selezionati con gli ovociti prelevati nel medesimo terreno di coltura per ottenere una fertilizzazione spontanea. La penultima fase del trattamento consiste nella coltura e nel successivo embryo-transfer. A questo punto del processo, infatti, i pre-zigoti vengono messi in coltura per 24-48 ore e, in questo periodo, avviene dapprima la fusione dei pronuclei con lo sviluppo di un patrimonio genetico diploide e successivamente la prima divisione mitotica che darà origine ai pre-embrioni a 2 cellule che proseguiranno la segmentazione fino a 6-8 cellule. Gli embrioni ottenuti verranno dunque trasferiti nella cavità uterina. La fase conclusiva del processo è quella di sostegno della fase puteale tramite un supporto ormonale a base di progesterone per via vaginale che inizierà fin dal giorno del prelievo ovocitario.
Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI)
In breve:
- in alcuni giorni l'attività lavorativa della paziente dovrà essere ridotta;
- in giorni specifici saranno necessari ricoveri di mezza giornata per la paziente;
- a casa, la paziente dovrà seguire con attenzione una cura farmacologica.

È indicata se:
LEI
- ha più di 35 anni;
- ha una riserva ovarica bassa;
- ha subito interventi alle ovaie;
- ha meno di 5 o 6 ovociti raccolti al pick-up;
- presenta endometriosi al I-II stadio (dopo il fallimento delle tecniche di I livello) o al III-IV stadio;
- presenta occlusioni tubariche;
- ha un ciclo mestruale irregolare;
- ha subito pregressa chirurgia per gravidanza extrauterina;
- presenta infertilità idiopatica;
- presenta disturbi ovulatori.
LUI
- presenta sterilità di grado severo o severissimo;
- presenta azoospermia (ostruttiva e non ostruttiva);
- è HIV+/HCV+;
LORO
- non hanno ottenuto risultati con le tecniche di I livello;
- non hanno ottenuto risultati con la FIVET;
- hanno ottenuto da precedenti esperienze di fertilizzazione in vitro con tecnica classica meno del 20% degli ovociti;
- devono ricorrere a inseminazione in vitro di ovociti crioconservati o con impiego di spermatozoi crioconservati;
- sono ricorsi a una diagnosi genetica pre-impianto.
Tecnica di micromanipolazione del tutto sovrapponibile alla FIVET, con la sola differenza delle procedure laboratoriali.
Approfondite l'argomento
È una tecnica messa a punto nella prima metà degli anni Novanta che costituisce una tecnica di micromanipolazione particolarmente indicata per quei casi di infertilità maschile di grado severo, in caso di precedenti fallimenti con tecnica FIVET oppure in caso di limitazioni nel numero di ovociti disponibili per l'inseminazione. Questa tecnica risulta, d'altra parte, del tutto sovrapponibile alla Fertilizzazione in Vitro con Embryo-Transfer, con la sola differenza delle procedure laboratoriali. Questa tecnica, infatti, consiste nel rimuovere meccanicamente tutte le barriere ovocitarie (cellule del cumulo e della corona radiata)e nell'introdurre un singolo spermatozoo selezionato direttamente all'interno del citoplasma dell'ovocita tramite un micromanipolatore.
Ciclo spontaneo
In breve:
- non prevede stimolazione ovarica;
- è pensato per quelle donne che, per vari motivi, non possono sottoporsi ad una cura ormonale.

È indicata se:
LEI
- presenta controindicazioni alla stimolazione ovarica con le gonadotropine;
- non risponde adeguatamente ai farmaci utilizzati per la stimolazione ovarica (Poor Responder);
- ha più di 35 anni;
- ha una riserva ovarica bassa;
- ha subito interventi alle ovaie;
- ha meno di 5 o 6 ovociti raccolti al pick-up;
- presenta endometriosi al I-II stadio (dopo il fallimento delle tecniche di I livello) o al III-IV stadio;
- presenta occlusioni tubariche;
- ha un ciclo mestruale irregolare;
- ha subito pregressa chirurgia per gravidanza extrauterina;
- presenta infertilità idiopatica;
- presenta disturbi ovulatori.
LUI
- presenta sterilità di grado severo o severissimo;
- presenta azoospermia (ostruttiva e non ostruttiva);
- è HIV+/HCV+;
LORO
- non hanno ottenuto risultati con le tecniche di I livello;
- non hanno ottenuto risultati con la FIVET;
- hanno ottenuto da precedenti esperienze di fertilizzazione in vitro con tecnica classica meno del 20% degli ovociti;
- devono ricorrere a inseminazione in vitro di ovociti crioconservati o con impiego di spermatozoi crioconservati;
- sono ricorsi a una diagnosi genetica pre-impianto.
Lo studio medico associato BioRoma ha sviluppato una particolare esperienza in questo tipo di trattamento.
Approfondite l'argomento
Viene generalmente riservata alle donne che presentano controindicazioni alla stimolazione ovarica con le gonadotropine o per le cosiddette Poor Responder, vale a dire coloro che non rispondono adeguatamente ai farmaci utilizzati per la stimolazione ovarica. Con questa tecnica, che non richiede somministrazioni di farmaci, l'intervento avviene sul singolo ovocita che viene prelevato dal follicolo non appena raggiunge, naturalmente e autonomamente, i 18mm. Poi viene trattato come in tutti gli altri cicli di fecondazione assistita, e tramite ICSI viene fecondato con uno spermatozoo del partner.
Il Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita BioRoma ha sviluppato una particolare esperienza in questo tipo di trattamento e gli ultimi 500 casi di pazienti Poor Responder hanno registrato una percentuale di gravidanza del 17,1% per transfer.
Donazione degli ovociti
In breve:
- è indolore;
- dopo circa un'ora la paziente può riprendere la sua vita regolare;
- si svolge in regime ambulatoriale protetto.

È indicata se:
LEI
- presenta ridotta riserva ovarica;
- è in età avanzata;
- presenta endometriosi in stadio avanzato;
- ha subito pregressa chirurgia per gravidanza extrauterina;
- ha subito già numerosi aborti;
- presenta anomalie cromosomiche o genetiche;
- è in menopausa precoce conseguente a chemioterapia/radioterapia.
Nei casi più gravi è possibile ricorrere alla donazione degli ovociti da parte di donatrici anonime.
Approfondite l'argomento
Nella paziente si possono verificare delle situazioni per le quali risulta difficile ottenere degli ovociti anche dopo stimolazioni ormonali con dosaggi di rilievo (ridotta riserva ovarica, età avanzata).
Vi sono inoltre alcune patologie che possono portare alla medesima problematica seppur con diversa motivazione come ad esempio l'endometriosi in stadio avanzato, pregressi interventi chirurgici, patologia oncologica con ridotta riserva ovarica o menopausa precoce conseguenti alla chemioterapia/radioterapia.
Per queste situazioni il nostro centro offre la possibilità di ricorrere alla donazione degli ovociti da parte di donatrici anonime per le quali viene garantita la buona salute dal punto di vista dei cromosomi, delle malattie infettive e l'assenza in famiglia di malattie psichiatriche. L'età delle donatrici è sempre compresa tra i 25-30 anni e per tale motivo i tassi di successo di tale metodica risultano essere particolarmente alti a prescindere dall'età della paziente ricevente.
Percutaneous Epidydimal Sperm Aspiration (PESA)
Microsurgical Epidydimal Sperm Aspiration (MESA)
Testicular Sperm Aspiration (TESA)
Testicular Sperm Extraction (TESE)
MicroTESE
In breve:
- prelievi chirurgici di spermatozoi direttamente dall'epididimo o dal testicolo;
- si ricorre all'anestesia generale;

È indicata se:
LUI
- presenta infertilità severa di tipo ostruttivo (non sono presenti spermatozoi nell'eiaculato ma la spermatogenesi è conservata).
Esistono due tipologie di azoospermie: quelle ostruttive e quelle secretorie. In questo casi si interviene tramite il prelievo chirurgico degli spermatozoi.
Approfondite l'argomento
Esistono due tipologie di azoospermie, quelle ostruttive e secretorie, e in questo casi si interviene tramite il prelievo chirurgico degli spermatozoi. Nel caso delle prime è possibile ricorrere a tecniche chirurgiche di prelievo degli spermatozoi come la PESA (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration), l'aspirazione dal canale epididimario per via percutanea, la TESA (Percutaneous testicular sperm aspiration), che consiste nell'introdurre un ago nel testicolo ed eseguire un'aspirazione di tessuto testicolare, la MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration) che prevede un'incisione e un'aspirazione a livello della sierosa epididimale o ancora la TESE (Testicular Sperm Extraction), che prevede l'estrazione chirurgica di tessuto testicolare in anestesia generale e può prevedere uno (TESE singola) o più prelievi (TESE multipla).
Esiste, infine, la cosiddetta MicroTESE che è riservata ai casi di azoospermia da causa testicolare, in cui è più difficile.